Roma, 11 gen – Approvato anche un emendamento della Dadone che riformulava alcune proposte di Fi, Pd, Leu e Fdi, che spostavano alla legge costituzionale di disciplina della Consulta le norme sul giudizio di ammissibilità del referendum sulla proposta di iniziativa popolare prima che questa sia presentata alle Camere. Giudizio che sarà automatico nel caso in cui sulla proposta siano state raccolte più di 200mila firme (nel testo della Dadone questa soglia era della metà, 100mila firme, e la Corte giudicava solo su istanza dei promotori). Non sono stati votati direttamente gli emendamenti delle opposizioni perché la riformulazione non è stata accettata dal primo firmatario dell’emendamento di Fi Sisto: “non intendiamo cadere nel tranello preparato dalla maggioranza e non ci facciamo di certo incantare dai toni concilianti della relatrice” ha attaccato l’ex presidente della Commissione, lanciando l’accusa (definita “offensiva” dal ministro per i Rapporti col Parlamento Fraccaro) di un baratto tra M5S e Lega “che darebbe il via libera a questa scellerata riforma, in cambio dell’approvazione del provvedimento sulla legittima difesa”. Via libera infine a un emendamento grillino che allarga leggermente il perimetro delle leggi popolari che devono essere esaminate dal Parlamento (e sottoponibili a referendum propositivo): proposte che non dovranno più rispettare “i vincoli europei e internazionali” ma “i principi derivanti dal diritto europeo e internazionale”. Come ha spiegato il primo firmatario Forciniti, “il Parlamento può legiferare in modo difforme rispetto ai vincoli europei, assumendosene la responsabilità e andando incontro alle relative conseguenze, e questo deve valere anche per la potestà legislativa popolare”. Si riparlerà in Aula, invece, della proposta del segretario radicale Magi di estendere al referendum abrogativo il vaglio preventivo di ammissibilità della Corte costituzionale introdotto per il propositivo (vaglio che in questo caso si svolgerebbe prima del deposito delle firme alla Cassazione, purché ne siano state raccolte già 200mila). E sempre in quella sede si affronterà il nodo delle modalità di scelta tra le due proposte: attualmente i voti sarebbero tre (a favore o contro le due proposte singolarmente e poi voto di preferenza tra le due): ma secondo le opposizioni, il funzionamento di questo meccanismo sarebbe impossibile (il dem Fiano ha parlato espressamente di “bufala”, mentre Sisto ha accusato la maggioranza di “atteggiamento da dilettanti della politica”). La Commissione Lavoro ha approvato il parere favorevole al ddl di istituzione di una Commissione Bicamerale d’inchiesta sulla Comunità “Il Forteto” di Vicchio (Fi). (Pon)