Roma, 11 gen – È tornato di attualità negli ultimi giorni il tema del servizio militare obbligatorio, istituto che in Slovacchia era stato abolito nel 2005. Da allora le Forze armate sono composte solamente di militari professionisti. Come riportato dal quotidiano in lingua italiana “Buongiorno Slovacchia”, che si occupa di informare la comunità italiana residente in Slovacchia, paese di 5 milioni di abitanti entrato nel 2009 nell’Unione Europea, alcuni giorni fa il ministro della Difesa Peter Gajdos del Partito nazionale slovacco ha citato, parlando all’agenzia Tasr, lo scarso interesse dei giovani slovacchi ad arruolarsi nelle forze armate, ragion per cui il suo ministero sta pensando di dare il via a un’ampia discussione sulla possibilità di reintrodurre la leva militare. “Al momento disponiamo di personale sufficiente, in servizio attivo o nelle riserve, per svolgere i nostri compiti, ma in futuro si dovrebbe prendere in considerazione questa opzione”, ha detto Gajdos, non dimenticando che se si andasse per questa strada sarebbero necessari anche notevoli investimenti in infrastrutture e materiali. Per ora si cerca comunque di rendere la professione più attraente, e nel 2019 si potrà contare su aumenti salariali del 40%. Alla fine del 2019, grazie a un provvedimento deciso dal governo in ottobre, le Forze armate potranno contare su 17.756 militari professionisti e 4.104 impiegati civili, per un totale di 21.860 individui. (Red)