Roma, 15 gen – “La situazione in Libia continua a riservare nuovi colpi di scena, ammesso che la sfiducia da parte di Serraj ad opera dei suoi vice possa considerarsi tale. Su tale vicenda, che vede coinvolta in larga parte l’Italia se non altro per la scelta degli interlocutori che negli scorsi anni ha inteso darsi – da un lato lo stesso Sarraj e, dall’altro, il rapporto privilegiato dell’era Gentiloni con il vicepresidente misuratino Maiteeq – rischia di frantumarsi ancor più il quadro complessivo. Sebbene appaia già evidente fin dalle rivolte dello scorso mese di agosto la precarietà di Sarraj, è oggi evidente la sua delegittimazione e quella dell’intero governo, vice inclusi. Con un indebolimento della Tripolitania il rischio di una nuova guerra civile aumenta sensibilmente e le tentazioni di ‘risolvere’ l’intera partita libica con il ricorso alle armi, nonostante i freni della comunità internazionali e dei paesi interessati, rischia di essere più di un’opzione. A proposito, ma il Premier Conte non aveva dichiarato che dopo la Conferenza di Palermo la situazione in Libia era in via di soluzione? La politica estera richiede serietà e prudenza, merce che in questo momento sembra non abbondare in certe stanze di Palazzo Chigi”. Così, Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia (FI) e vicepresidente della Commissione Affari esteri. (PO / red)