“Per le risorse, nella legge di bilancio, abbiamo inserito un piano di recupero di 500 milioni, ottimizzando rispetto alle priorità del momento. Tutto ciò che è strategico per il Paese non sarà toccato, come l’industria. Non c’è nessuna intenzione di barattare la sicurezza dell’Italia”. Così il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, in una intervista al Giornale, nella quale parla delle priorità del suo dicastero: “Sto dando una grande importanza ai civili. L’ho dimostrato tenendo per me la delega ai sindacati. In questo momento si sta lavorando molto su un dossier che riguarda la formazione, che partirà a breve, per circa 3mila civili. Grazie alle assunzioni straordinarie autorizzate dalla legge di bilancio, nel triennio 2019-2021 sono ora garantite alla Difesa almeno 1.147 assunzioni di personale civile con profilo ‘tecnico’, in linea con il piano emergenziale tracciato”.
Tornerà la leva? “Continuo a ritenerla un’idea romantica. Penso che la leva sia inadeguata rispetto ai tempi che stiamo vivendo. Abbiamo un esercito di professionisti che deve restare tale e non abbiamo neanche le caserme, le risorse, ma soprattutto non c’è la necessità di sostenere, al momento, una leva così come ce la ricordiamo”. Poi precisa: “Ho un sacco di dossier aperti. Molti riguardano il benessere del personale perché credo che il personale sia la componente essenziale del ministero della Difesa. Sto poi lavorando a un concetto di Difesa inserito in un ambito globale di sicurezza nazionale sul modello della National security strategy americana”. Un accenno anche alle missioni: “Tutte vanno riviste rispetto all’interesse nazionale dell’Italia. Per alcune ci sarà un graduale disimpegno, altre saranno rafforzate, come quella in Niger che punta a ridurre i flussi migratori verso l’Italia”. (PO / red – 15 gen)
