Strasburgo, 15 gen – Un’Europa ancora scossa per la morte di Pawel Adamowicz, il sindaco progressista di Danzica e in trepida attesa per il voto della Camera dei Comuni inglese sulla Brexit celebra i venti anni della moneta unica. Un’occasione in cui il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker ha recitato il mea culpa sull’austerity: “C’è stata dell’austerità avventata, ma non perché volevamo sanzionare chi lavora e chi è disoccupato: le riforme strutturali restano essenziali” è la riflessione fatta da Juncker nel corso del suo intervento in aula a Strasburgo, rammaricandosi di “aver dato troppa importanza all’influenza del Fondo monetario internazionale. Al momento dell’inizio della crisi molti di noi pensavano che l’Europa avrebbe potuto resistere all’influenza del Fmi. Se la California è in difficoltà, gli Stati Uniti non si rivolgono al Fmi e noi avremmo dovuto fare altrettanto” aggiunge il presidente della Commissione, ammettendo poi anche: “Non siamo stati sufficientemente solidali con la Grecia e con i greci”. (UE / SEGUE)