Roma, 16 gen – “E’ necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute” quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel commentare lo storico pronunciamento della Corte dei Conti europea sulle sostanze chimiche negli alimenti e sul mancato rispetto nei cibi di provenienza extra Ue degli standard di sicurezza Ue sui residui di pesticidi. A darne conto, oggi, il quotidiano Il Tempo il quale aggiunge che il numero di prodotti agroalimentari extracomunitari con residui chimici irregolari è stato pari al 4,7% per quelli provenienti da paesi extracomunitari rispetto alla media Ue dell’ 1,2% e ad appena lo 0,4% dell’ Italia. “In altre parole – spiega Il Tempo – i prodotti extracomunitari sono 4 volte più pericolosi di quelli comunitari e 12 volte di quelli Made in Italy. (Kgn)