Roma, 16 gen – “La riduzione del numero degli eletti all’estero – denunciano – viola il diritto ad una piena cittadinanza degli italiani residenti all’estero”. Questa proposta prevede anche la riduzione del numero degli eletti nella circoscrizione Estero, che dagli attuali 18 passerebbero a 12 (8 alla Camera e 4 al Senato), espressione di quattro ripartizioni elettorali vaste come interi continenti. E questo mentre continua a crescere il fenomeno dei ‘cervelli in fuga’ e più in generale il numero degli italiani che cercano all’estero lavoro e fortuna. Se la riforma passasse, è l’allarme degli intellettuali, “andrebbe a comprimere ulteriormente il diritto fondamentale alla rappresentanza degli italiani residenti all’estero: un deputato eletto in Italia rappresenterebbe 150.000 abitanti, uno eletto all’estero circa 700mila. Per quanto riguarda il Senato, un senatore eletto in Italia rappresenterebbe poco più di 300.000 abitanti, uno all’estero poco meno di 1 milione e 400.000”. I sottoscrittori della petizione, in sostanza, sono fortemente contrari perché ridurre il numero dei parlamentari eletti all‘estero significherebbe – dal loro punto di vista – togliere voce agli italiani all‘estero. Trattare gli italiani all‘estero come cittadini di serie B. Già oggi, va detto, esiste una netta sproporzione nel rapporto elettori/eletti tra gli eletti in Italia e gli eletti all‘estero. Sessantaquattro eccellenze italiane all‘estero – espressione del mondo della cultura, della scienza, delle professioni, dei media – hanno già sottoscritto la petizione: obiettivo dei promotori è arrivare a cento. Vito Gironda, che ha lanciato la petizione, è un professore dell‘università di Bielefeld, in Germania. Insegna politica e cura anche un gemellaggio con la università di Bologna. Tra i firmatari, il neuropatologo Adriano Aguzzi (vive a Zurigo, in Svizzera) uno dei massimi esperti mondiali dei prioni, già insignito del prestigioso Premio Robert-Koch. (Kgn)