Roma, 17 gen – In una intervista a La Stampa il premier Giuseppe Conte parla della sua missione in Ciad e Niger, “ormai i confini meridionali dell’Europa”: “Sia il Niger sia il Ciad hanno un rilievo strategico per i nostri interessi nazionali, è un’area in cui si concentrano minacce terroristiche insidiose, anche per noi europei, e soprattutto sono Paesi di transito dei flussi migratori, che svolgono un ruolo chiave per il contrasto dei traffici di vite umane che alimentano gli sbarchi verso le nostre coste. Se si vuole davvero gestire il fenomeno migratorio e non subirlo, bisogna partire da qui”. Cosa hanno chiesto i leader di questi due Paesi? “Quello che chiedono è proprio di non essere lasciati soli nel contrasto ai trafficanti e ai gruppi terroristici”. Si prevede un aumento del contingente? “Nell’accordo con il Niger è già prevista la possibilità di incrementare le nostre unità. Ma non dobbiamo necessariamente pensare a incrementare il contingente esistente. Conviene privilegiare formule flessibili, pensando anche ad attività di mentoring specifiche e per periodi brevi”. E aggiunge: “La nostra politica esclude qualsiasi pretesa egemonica o neocolonialista ed è caratterizzata da un approccio inclusivo. Credo sarebbe sbagliato per i paesi europei esibire una competizione ai danni del continente africano. Lo sviluppo dell’Africa riguarda tutta l’Europa ed è anche dai Paesi che ho visitato che passa la soluzione ai problemi dell’immigrazione”. (red)