Stoccolma – Martedì 22 gennaio, all’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma sarà portata in scena la performance “Trialogue”. Si tratta di un’immaginaria conversazione tra tre personaggi che sollevano domande riguardanti la responsabilità sociale degli architetti, la migrazione e il fascismo, la cultura come strumento coloniale e il sessismo in architettura. Il dialogo è ambientato presso la Casa del Mutilato, un edificio fascista a Palermo, in Sicilia, dove l’architetto Giuseppe Spatrisano riceve la visita della coppia Lina Bo Bardi e Pietro Maria Bardi. “Trialogue” raccoglie fatti e citazioni reali dei personaggi, vissuti intorno alla metà del secolo scorso, i quali articolano le proprie posizioni in un’atmosfera che ricorda un processo, senza tuttavia accusatori e difensori, che termina con la sola emissione di un giudizio relativo alla moralità nella pratica dell’architettura. La performance, in lingua inglese, è a cura dell’architetto e artista Tatiana Letier Pinto, ricercatrice nel programma Decolonizing Architecture, e in collaborazione con la Kungliga Konsthögskolan di Stoccolma nell’ambito della annuale Research Week, durante la quale vengono presentati i progetti di ricerca condotti da facoltà, dottorandi e ricercatori. (9colonne)