“Entro il 2019 vareremo un testo unico delle leggi sulla ricostruzione”. Intervistato da Avvenire, Vito Crimi parla nella veste di sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla ricostruzione post-sisma, in seguito alla nomina del 24 dicembre, e promette la reali azione di una serie di interventi (alcuni nel medio-lungo periodo, altri a stretto giro) per superare la situazione ancora critica delle realtà del Centro Italia devastate dal sisma del 2016. “Serve una norma che permetta, un istante dopo il verificarsi di una tragedia come quella di un terremoto (e non solo), a ogni cittadino, impresa, istituzione del Paese di sapere quali misure di sostegno economico e socioassistenziale saranno adottate e quali agevolazioni fiscali per le proprie case, famiglie e aziende saranno messe in atto e per quanto tempo”. “L’intenzione per il futuro è di proporre la creazione di una struttura centralizzata, presso la presidenza del Consiglio, che si occupi della fase post-emergenza nei Comuni parallelamente all’opera portata avanti dalla Protezione civile. Un servizio nazionale di ricostruzione che possa contare su un migliaio di professionisti, tecnici specializzati ed esperti arruolati in pianta stabile, senza necessità di nominare di volta in volta commissari e strutture territoriali intermedie. È una proposta operativa che potrebbe rientrare nel testo unico per essere poi realizzata nel 2020”. Ma così non si rischia di escludere gli enti locali dai processi decisionali? “No, anche perché il testo unico serve a stabilire una volta per tutte il ruolo che ogni soggetto — compresi Comuni e Regioni — deve avere in una fase di ricostruzione. Anche la struttura centralizzata nascerebbe con l’obiettivo di essere di supporto ai sindaci e ai governatori”. Venendo alla contingenza, “II ritardo nella fase di ricostruzione è evidente. Negli ultimi sei mesi, tuttavia, iniziano a vedersi alcuni segnali di ripartenza rispetto al nulla di cui sono responsabili i precedenti governi. L’Ufficio speciale della ricostruzione del Lazio, per esempio, ha avviato circa 40 bandi a fronte dei numeri vicini allo zero di quando alla guida del Paese c’erano altri. A breve introdurremo norme anti-burocrazia e potenzieremo gli uffici per la ricostruzione con il personale necessario”. (18 GEN / red)
