Milano, 21 gen – Equilibrio perfetto di uomini e di donne tra le figure di comando di Milano-Bicocca. È quanto emerge dal primo bilancio di genere che analizza la situazione attuale ripercorrendo i vent’anni di storia dell’Ateneo. Milano-Bicocca è anche la prima università italiana a essere diretta da un rettore e un direttore generale donna. L’Ateneo, nel complesso, consegue risultati migliori rispetto alla media nazionale: le donne rappresentano il 44 per cento del corpo docente, il 60 per cento del personale tecnico-amministrativo e il 62 per cento degli studenti. Inoltre, sono sei le donne alla guida dei dipartimenti su un totale di quattordici. Situazione confermata anche all’interno dei principali organi d’Ateneo, tra cui il Consiglio d’Amministrazione e il Senato Accademico, dove nel 2018 si è registrata una parità assoluta. Il primo Bilancio di genere di Milano-Bicocca sarà presentato il 24 gennaio 2019 alle ore 11.00 in Sala Rodolfi alla presenza del rettore Cristina Messa e di Francesca Zajczyk, delegata al coordinamento per la redazione del bilancio di genere. Il volume è a cura del comitato scientifico composto da Marina Calloni, Roberto Cornelli, Carla Facchini, Carmen Leccardi e Tiziana Vettor. Il Bilancio è un’analisi dettagliata della “struttura di genere” dell’Ateneo, in tutte le sue componenti. Vediamo in sintesi i dati più rilevanti che emergono dal lavoro di ricerca. A fronte di un aumento costante negli anni che ha portato a una sostanziale parità di genere presso tutti i corsi di laurea, i Dipartimenti con più alta presenza femminile sono: Scienze umane della formazione (88,1 per cento), Psicologia (79,4 per cento) e Sociologia (70,3 per cento). Tra i corsi di laurea, invece, si distinguono il corso di laurea in Scienze dell’Educazione e il corso di laurea magistrale in Biologia. L’alta presenza di donne è confermata anche dal dato relativo al corpo docente (professori ordinari, associati e ricercatori): sono il 44 per cento, più 5 per cento rispetto al dato nazionale, di cui il 40 per cento nella posizione accademica di seconda fascia (tra i 29 e i 70 anni). (PO / SEGUE)