Firenze, 21 gen – Sono tre le iniziative promosse dall’Università di Firenze organizzate in occasione del Giorno della Memoria 2019. Il primo appuntamento è giovedì 24 gennaio, il convegno “L’invenzione della razza. L’impatto delle leggi razziali in Toscana”. L’iniziativa, che conclude idealmente la ricorrenza degli 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia celebrata lo scorso anno, è organizzata dall’Accademia Toscana di Scienze e Lettere “La Colombaria”, in collaborazione con l’Università di Firenze e con il patrocinio di Regione Toscana e Comune di Firenze. Il 25 gennaio, presso la sede della Colombaria in programma il focus sull’applicazione delle leggi razziali in Toscana. Il 28 gennaio il rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei ricorderà gli universitari fiorentini allontanati da aule e cattedre a seguito delle leggi razziali, davanti alla lapide che si trova nell’atrio del Rettorato, con la deposizione di una corona di alloro. In Aula Magna, la Compagnia teatrale universitaria ‘Binario di Scambio’ diretta da Teresa Megale, terrà una lettura intitolata “Etty, cuore pensante”, tratta dai diari della deportata olandese Etty Hillesum, scritti tra il 1941 e il 1942. A un tema meno noto, quello della fuga di circa 18.000 ebrei europei verso la Cina durante gli anni ’30, sarà dedicata poi la mostra “Ebrei in Cina durante il secondo conflitto mondiale. Shanghai, città rifugio dalle persecuzioni razziali”, che verrà inaugurata giovedì 31 gennaio, presso la Colombaria. La mostra è organizzata dall’Istituto Confucio presso l’Università di Firenze, in collaborazione con la cattedra di Lingua e Letteratura Ebraica dell’Università di Firenze tenuta da Ida Zatelli, il Center of Jewish Studies di Shanghai, lo Shanghai Jewish Refugees Museum e la Comunità Ebraica di Firenze e con il patrocinio del Comune di Firenze. All’inaugurazione un convegno che racconterà la storia millenaria degli ebrei in Cina e le vicende che portarono gli ebrei da tutta Europa verso l’unico porto al mondo pronto ad accoglierli senza visto.
(Com)