Roma, 21 gen – Allo sviluppo della vicenda nelle aule dei tribunali, il racconto alterna in un avvincente rimbalzo narrativo la storia personale e calcistica di Scaini, un giocatore particolarmente amato dai tifosi per il suo temperamento da combattente, per la violenza dei suoi tiri da fuori area, per la sua capacità di sradicare il pallone dai piedi degli avversari. Nato in Friuli e cresciuto calcisticamente nel Torino, Enzo Scaini ha militato in molte squadre nella sua carriera (Monza, Campobasso, Verona, Perugia e Vicenza le più importanti), come accadeva a molti calciatori prima che la fine del regime del “vincolo sportivo” rivoluzionasse il mondo del professionismo. Per mezzo di aneddoti e interviste inedite a numerosi protagonisti dell’epoca, il libro ricorda anche il calcio di quegli anni: quello che si seguiva attraverso la radio e le figurine Panini, in cui il presidente di una società era il padre-padrone dei suoi atleti e in cui ogni giocatore, se non aveva la fortuna di trovare posto in Serie A, finiva per girovagare di provincia in provincia con pochi soldi in tasca in attesa della grande occasione. È l’era di “Novantesimo minuto”, di “Scusa Ameri, scusa Ciotti”, del graduale ritorno degli stranieri e dei primi sponsor. Un calcio povero e ormai mitico, quasi dimenticato da quando l’inattesa vittoria degli azzurri ai mondiali di Spagna del 1982 attirò in Italia le stelle del calcio mondiale e i grandi capitali, mettendo il nostro campionato al centro dell’Europa. (Red)