Roma, 21 gen – Cosa si nasconde dietro la morte del centrocampista del Vicenza Enzo Scaini, avvenuta nel gennaio 1983 a seguito di un banale intervento ai legamenti del ginocchio? In un libro-inchiesta dal titolo “Non ero Paolo Rossi” (Edizioni Eraclea), i giornalisti Giampiero De Andreis ed Emanuele Gatto ripercorrono i fatti che condussero al decesso del giocatore e a 35 anni di distanza svelano i retroscena di un caso che, dopo aver inizialmente occupato le prime pagine dei giornali, è lentamente finito nel dimenticatoio. In occasione della scomparsa del capitano della Fiorentina Davide Astori, la stampa ha menzionato numerosi casi simili avvenuti in passato, da Renato Curi a Giuliano Taccola, fino a Piermario Morosini e a Marc-Vivien Foé. Tuttavia, neanche in questa tragica circostanza il pianeta calcio si è ricordato di Enzo Scaini. Un caso giudiziario che, dopo cinque anni di indagini, fu archiviato nel 1988 con l’assoluzione di tutti gli imputati. Oggi, grazie al lavoro di De Andreis e Gatto, che attraverso testimonianze, perizie e atti del processo hanno ricostruito nei dettagli la vicenda, viene finalmente fatta chiarezza, tappando le falle di un’inchiesta giudiziaria carente e superficiale, incapace di rilevare evidenti incongruenze e contraddizioni. “Purtroppo Scaini non era Paolo Rossi”, ebbe a dire il presidente dell’Associazione italiana calciatori Sergio Campana, lamentando la scarsa attenzione che fu dedicata al caso. Il titolo dell’opera prende spunto proprio da questa frase pronunciata dallo storico numero uno del sindacato dei calciatori. (SEGUE)