Roma, 21 gen – Della politica del governo giallo-verde sui porti chiusi, in chiave di deterrenza agli sbarchi dei migranti, l’ex premier Romano Prodi, in una intervista a La Stampa, dice: “Siamo davanti ad un’assurda crudeltà. Crudeltà perché non si è mai vista tanta indifferenza. Non c’è il senso del valore della vita umana. Un atteggiamento del quale non si vede la fine poiché la migrazione è sottoposta ai calcoli elettorali. I sovranisti vogliono ‘dare una lezione per vincere le elezioni’. L’unica possibilità di uscirne è un risveglio dell’anima umana. E’ assurdo: tutti giocano con le distinzioni giuridiche, differenziando i rifugiati da quelli che muoiono di fame o da quelli che vengono picchiati o seviziati. Riguardo al fatto che questo possa essere un deterrente per altri migranti, non si tiene conto di quanto i trafficanti dicono loro nel momento nel quale li spingono sui gommoni”. Ricorda inoltre che “in Libia c’è una guerra folle che dura oramai da lungo tempo, quasi due anni in più rispetto alla seconda guerra mondiale. Ancora una volta le divisioni europee stanno pesando: ognuno fa i suoi giochini. Fornendo appoggio a questa o a quella fazione. Promuovendo inutili Conferenze internazionali. Continuando il gioco delle influenze, magari fatto anche con intelligenza, con le arti della diplomazia, ma senza il respiro di un dialogo che prepari la pace nell’unico modo possibile: mettendo attorno a un tavolo tutte le tribù libiche”. (red)