Roma, 22 gen – “Vienna è pertanto ben consapevole che l’Italia non è disposta a sedersi ad alcun tavolo che abbia ad oggetto questa tematica. Difatti, l’ambasciata italiana ha appositamente disertato una riunione tecnica a Vienna, a marzo del 2018, convocata sul tema e che vedeva la partecipazione anche delle autorità altoatesine – sottolinea il sottosegretario agli Esteri – Oltre alle iniziative intraprese sul piano bilaterale, la Farnesina ha investito della questione i competenti servizi della Commissione europea, considerando il potenziale impatto, anche nella prospettiva europea, della misura perseguita da Vienna. L’iniziativa austriaca risulterebbe difficilmente comprensibile nel quadro europeo, specie se si considera che austriaci e italiani già condividono la comune cittadinanza dell’Unione europea e che Italia e Austria, in quanto membri UE, dovrebbero, in uno spirito di cooperazione, operare verso il rafforzamento del principio di cittadinanza europea. Da ultimo – conclude Picchi – l’introduzione forzosa di una misura unilaterale così divisiva rischierebbe di minare il modello di autonomia altoatesino, riconosciuto a livello universale come modello di convivenza fra gruppi linguistici diversi e come tale anche salutato formalmente da Vienna in più occasioni”. (Roc)