Roma, 22 gen – “Che questo Governo avesse scarsa attenzione per le realtà delle migrazioni ce ne eravamo già accorti e lo avevamo denunciato a più riprese. Il Decreto sul Reddito e sulle Pensioni di cittadinanza appena approvato dal Consiglio dei Ministri non solo rafforza la nostra convinzione, ma dimostra una totale insensibilità e ottusità politica nei confronti delle nostre collettività all’estero. L’esempio più eclatante è il vincolo – dei 10 anni di residenza di cui gli ultimi due continuativi al momento della presentazione della domanda – necessario per ottenere il reddito e la pensione di cittadinanza. Si tratta di un requisito che esclude dai benefici previsti tutti i nostri emigrati, sia se risiedano all’estero sia se intendano tornare in Italia”. Lo dichiarano i parlamentari PD eletti in Europa Laura Garavini, Angela Schirò e Massimo Ungaro, a commento del decreto sul Reddito di cittadinanza. “Inoltre – proseguono i parlamentari – anche l’aumento delle pensioni minime da 513 a 780 euro è subordinato alla residenza in Italia per almeno 10 anni di cui gli ultimi due continuativi al momento della presentazione della domanda. Si tratta ovviamente di un obbligo che i nostri pensionati e pensionandi che risiedono all’estero (nelle aree dove è ancora esportabile il trattamento minimo) non possono far valere. Ma anche gli italiani i quali dovessero decidere di rientrare in Italia da Paesi che stanno attraversando periodi di disagio sociale ed economico come il Venezuela (che non paga le proprie pensioni all’estero) non potendo far valere il requisito dei due anni non potrebbero richiedere la pensione di cittadinanza”. (PO / SEGUE)