Roma, 22 gen – Secondo i parlamentari del Pd “la stessa situazione si verifica se un giovane italiano emigrato all’estero e iscrittosi all’AIRE decidesse di rientrare in Italia e volesse richiedere il reddito di cittadinanza: non potendo far valere i due ultimi anni di residenza in Italia, immediatamente prima della presentazione della domanda, non ne avrebbe diritto. Infine anche Quota 100 sarà difficilmente applicabile ai cittadini italiani residenti all’estero perché il diritto è subordinato all’incompatibilità con redditi da lavoro dipendente e autonomo e l’eventuale piccolo pro-rata pensionistico ottenuto con il meccanismo della totalizzazione non consentirebbe la cessazione di una attività lavorativa da parte dei nostri connazionali. Ci impegniamo quindi a presentare una serie di emendamenti in Parlamento per denunciare questa ingiustizia, nell‘augurio che la maggioranza non faccia nuovamente ricorso alla fiducia e allo svuotamento delle prerogative del Parlamento come è già avvenuto con la legge di Bilancio”. “Inoltre facciamo presente che da parte di italiani emigrati in Paesi comunitari, si potranno presentare ricorsi alla Corte di Giustizia europea per violazione da parte dello Stato italiano delle norme che disciplinano i principi di libera circolazione, di parità di trattamento e soprattutto di assimilazione dei territori ai fini della presa in considerazione dei periodi di residenza fatti valere in altri Paesi UE”, concludono i parlamentari. (PO / Red)