Roma, 23 gen – “A decenni di distanza, l’impegno non può dirsi del tutto concluso. L’azione delle istituzioni per ristabilire piena luce, dove questa è ancora lacunosa, non può fermarsi. Così come una definitiva chiusura di quella pagina richiede che sia resa compiuta giustizia, con ogni atto utile affinché rendano testimonianza e scontino la pena loro comminata quanti si sono macchiati di gravi reati e si sono sottratti con la fuga alla sua esecuzione”. È l’appello lanciato dal presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, intervenuto il 23 gennaio alla cerimonia commemorativa del quarantesimo anniversario dell’assassinio di Guido Rossa, operaio e sindacalista ucciso dalle Brigate Rosse il 24 gennaio del 1979, che si è svolta presso lo stabilimento ArcelorMittal (ex Ilva). Al suo arrivo a Genova, il capo dello Stato ha deposto una corona di fiori sulla lapide che ricorda l’uccisione del sindacalista. Si è svolta, quindi, la cerimonia commemorativa nel corso della quale sono intervenuti oltre al capo dello Stato: Armando Palombo, a nome delle Rappresentanze Sindacali Unitarie; Matthieu Jehl, presidente e amministratore delegato di ArcelorMittal; Don Franco Molinari, cappellano del Lavoro; Ivano Bosco, segretario generale della Camera del lavoro Metropolitana di Genova; Marco Bucci, sindaco di Genova; Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria. Il tema degli ex terroristi che non hanno scontato la loro pena è tornato più che mai d’attualità in Italia dopo la cattura di Cesare Battisti, avvenuta in Bolivia lo scorso 13 gennaio dopo una latitanza di 37 anni da parte dell’ex esponente dei Proletari armati per il comunismo, condannato nel nostro Paese all’ergastolo per quattro omicidi. (SEGUE)