Varese, 25 gen – “Dal 1943 al 1945 molti ebrei riuscirono a scappare in Svizzera percorrendo alcuni sentieri. Si tratta di una vera ‘strada della memoria’, e la faremo praticamente tutta per non dimenticare. Entreremo in un labirinto di cunicoli e bunker, trincee della Prima Guerra Mondiale costruite a difesa della frontiera italo-svizzera che poi vennero ampiamente utilizzate anche dai profughi italiani. E proprio sul confine tra Italia e Svizzera cammineremo, in un ambiente ricco di vegetazione e storia. Saremo nell’antico presidio della milizia nazi fascista di confino. Il viaggio dei profughi in fuga dalla furia nazifascista iniziava a Milano, quando gli organizzatori riuscivano a dar loro documenti falsi per passare il confine svizzero nella zona della Valceresio. Noi ripercorreremo tutto”. Lo ha annunciato Antea Franceschin, guida ambientale escursionistica AIGAE che coordinerà l’escursione in programma domenica in occasione della Giornata della Memoria. La partenza è fissata alle 9,30 da Viggiù, in provincia di Varese. “Partiremo esattamente dal paesino dove le famiglie ebree venivano condotte – ha continuato Franceschin – per poi iniziare il cammino verso la salvezza, verso la Svizzera”. Una missione segreta denominata Oscar e messa in campo dal cardinale di Milano Schuster e dagli scout. “Lungo il cammino che si snoderà all’interno delle Trincee della linea Cadorna racconterò delle figure protagoniste di questo periodo tra cui scout e il cardinale Schuster – ha proseguito Franceschin – ed altri personaggi di Milano”, “racconteremo delle Aquile Randagie, di Giussani, della Resistenza operata su queste montagne dal 1943 al 1945. Il viaggio dei profughi in fuga dalla furia nazifascista iniziava a Milano, quando gli organizzatori riuscivano a dar loro documenti falsi per passare il confine svizzero nella zona della Valceresio. Venivano quindi portati nei paesi di Besano, Clivio e Viggiù, dove partigiani e scout li aiutavano a percorrere i boschi della zona per passare infine in Svizzera. Per questo sentiero non passarono solo ebrei ma anche famiglie e fuggiaschi di vario tipo, tra cui militari e renitenti alla leva”. (red)
