Roma, 28 gen – L’astrofisica Sara Buson dall’Università di Padova alla Nasa. Dopo essere stata junior professor alla facoltà di astrofisica di Wurzburg, in Germania, è partita con in valigia il premio Issnaf Award, che la consacra migliore giovane ricercatore italiano negli States, grazie al contributo dato all’identificazione dell’origine di un neutrino cosmico; una scoperta di enorme rilevanza nel lungo e affascinante viaggio nell’esplorazione dell’ Universo. In un’intervista a Il Giornale di Vicenza la 38enne ricercatrice racconta: “Guardare le stelle per me è sempre stata una cosa naturale”. Ma all’università ha scelto fisica perché “ho pensato che le prospettive di lavoro potessero essere più promettenti come fisico che come astronomo”. Tuttavia quando è arrivato il momento di scegliere la specializzazione ha prevalso l’amore per l’astronomia ed un dottorato che le ha permesso di dedicarsi “allo studio di galassie molto lontane, quelle con un buco nero al centro”. Poi il passaggi all’ università tedesca di Würzburg: “Un passo per aggiungere un nuovo lavoro a quello che facevo prima: insegnare agli studenti, che è una cosa molto bella”. Ed ora l’incarico al centro spaziale della Nasa Goddard, nel Maryland, Ma non si sente un “cervello in fuga”: “Solo in Italia ci si stupisce che molti giovani studino e lavorino fuori dal loro paese d’ origine. Negli altri paesi l’esposizione ad esperienze diverse durante la crescita accademica e il contatto diretto con gruppi diversi é in genere visto come una fonte di arricchimento professionale, parte integrante e necessaria del cammino di un ricercatore”. (PO / Kgn)