Milano, 28 gen – Trentasei musicisti, altrettante nazionalità. Quattro orchestre al lavoro in Italia, Danimarca, Romania, Belgio. E un obiettivo comune: stringere legami e alleanze, superare i pregiudizi culturali e razziali. Il tutto a suon di musica. «Proprio così – spiega Marco Raimondi, direttore d’orchestra e manager a Il Corriere della Sera – perché vogliamo creare una nuova orchestra composta da cittadini europei e da migranti”. Le selezioni sono in corso: basta che i candidati siano regolari e che sappiano suonare uno strumento. Raimondi, musicista di Rescaldina, titolare di una scuola di musica e direttore dell’ orchestra Amadeus (attiva in Italia e all’ estero), ha deciso di contattare altre tre formazioni classiche con sede, appunto, in Belgio, Danimarca e Romania e ha avviato il progetto «Mosaic, Music for sound integration in the creative sector». Obiettivo: formare una realtà tutta nuova, che sappia integrare sonorità classiche ed etniche. Fra i 36, dodici strumentisti saranno selezionati tra i migranti e i richiedenti asilo che vivono e lavorano nei quattro Paesi che aderiscono al progetto, cofinanziato dall’Unione Europea con oltre 190 mila euro. Ognuna delle quattro orchestre potrà proporre nove musicisti: sei europei e tre di nazionalità extra Unione europea. In una seconda battuta si passerà alla selezione degli artisti che completeranno l’ensemble. La partecipazione alle selezioni è riservata a candidati cantanti, coristi e strumentisti di flauto, oboe, clarinetto, fagotto, corno, tromba, trombone, tuba, arpa, violino, viola, violoncello, contrabbasso, strumenti a percussione e strumenti etnici. Il nuovo gruppo, composto da coro e orchestra, avrà sede a Milano: sarà formato entro la prima metà di quest’ anno e, da settembre, darà luogo a workshop, seminari e incontri per studenti. (BIG ITALY / Kgn)