Roma, 29 gen – Da caso politico a caso giudiziario: così si sta trasformando la questione immigrazione in Italia. Da una parte l’attualissima vicenda della nave Sea Watch, da sette giorni ormai ancorata a un miglio dal porto di Siracusa con 47 migranti a bordo senza l’autorizzazione allo sbarco. Dall’altra quella, risalente alla scorsa estate, della nave Diciotti, che vide 177 migranti costretti per giorni in condizioni analoghe e per la quale è arrivata in Senato la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona. Questa mattina Salvini, in una lettera al Corriere della Sera, ritratta almeno parzialmente la volontà, dichiarata tempo addietro, di voler rinunciare all’immunità, ma spiega che “I giudici mi accusano di aver violato la legge imponendo lo stop allo sbarco, in virtù del mio ruolo di ministro dell’Interno. In altre parole, è una decisione che non sarebbe stata possibile se non avessi rivestito il ruolo di responsabile del Viminale”.
(SEGUE)