Roma, 29 gen – Pertanto, spiega il vicepremier “dopo aver riflettuto a lungo su tutta la vicenda, ritengo che l’autorizzazione a procedere debba essere negata. E in questo non c’entra la mia persona” perché “il contrasto all’immigrazione clandestina corrisponde a un preminente interesse pubblico”. L’esito del voto rimane tuttavia in bilico: da una parte c’è Forza Italia che garantisce che voterà no, dall’altra un Movimento 5 Stelle spaccato, visto che nello Statuto è previsto il voto favorevole all’autorizzazione a procedere. Nel frattempo però come detto si apre un altro fronte giudiziario: i responsabili della Sea Watch infatti hanno fatto ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo per sapere “se il governo italiano, impedendo lo sbarco, stiamo violando i diritti fondamentali delle persone soccorse da Sea Watch 3” e in particolare il diritto dei migranti a bordo “di non ricevere trattamenti inumani e degradanti come da articolo 3 della Convenzione europea sui diritti umani”.
(Sis)