Roma, 1 feb – Reagire subito, non stravolgendo la manovra ma sbloccando gli investimenti che sono già in bilancio e puntando a livello europeo sull’industria. I dati dell’Istat non sorprendono certo Vincenzo Boccia. Anzi, Confindustria vede segnali negativi anche per questo inizio anno. “A gennaio – dice Boccia intervistato dal Messaggero – i dati sono molto brutti, in particolare sul settore auto della Germania al quale noi siamo strettamente collegati. Questo dimostra che quando il presidente Trump dice di voler vedere meno auto tedesche negli Stati Uniti in realtà sta creando un problema a tutti, anche all’Italia visto che la nostra presenza nelle macchine tedesche può arrivare fino al 70%. E poi ci sono le costruzioni che continuano a mostrare segni di particolare criticità”. Per il governo è una situazione che viene da fuori non dall’Italia. Condivide? “È chiaro che il rallentamento è globale e non dipende dalle politiche italiane. Però il nostro Paese ha fatto una manovra che voleva essere espansiva, in deficit e che ora rischia di essere prociclica, di peggiorare le cose. Sulla manovra restiamo critici, ma siamo anche propositivi. Non vogliamo una contromanovra, ma chiediamo di inserire altre soluzioni, strumenti compensativi. Il primo riguarda le infrastrutture. Ci sono 26 miliardi di risorse per le opere oltre i 100 milioni di valore. Soldi già stanziati nel bilancio pubblico, che quindi non producono più deficit ma possono avere un impatto forte sulla crescita. Con questa spinta agli investimenti si possono generare 400 mila posti di lavoro, che diventano 450 mila se andiamo avanti con i cantieri della Tav”. (red)