“A livello locale l’alleanza di centrodestra funziona, e confido che anche in Abruzzo, dove corre il nostro candidato Marsilio, sapremo convincere gli elettori. Ma a livello nazionale non ci sono margini per rivedere la coalizione così come l’abbiamo conosciuta fino ad ora”. “FdI lavora ad un grande movimento sovranista e conservatore, per difendere gli interessi degli italiani e i valori della nostra identità e società. Puntiamo a costruire il secondo grande movimento che possa affiancarsi ad una Lega che è cresciuta molto ma che da sola non ha la forza per governare”. Lo afferma Giorgia Meloni in un’intervista al Corriere della Sera, negando la possibilità di una fusione con Forza Italia: “non ci sono i margini. Siamo stati alleati e lo siamo a livello locale, ma non ci sono sufficienti punti di contatto per pensare ad un partito unico. Basti pensare alla visione europea: noi non vogliamo conservare, vogliamo una confederazioni di Stati liberi e sovrani non succubi delle burocrazie e al servizio della Francia e della Germania, che ad Aquisgrana hanno siglato un patto per dominare da super-Stato il resto dell’Europa. Noi vogliamo cambiare tutto”. Ma se il governo andasse in crisi dopo le Europee, lei come Berlusconi sarebbe disponibile a formarne un altro con Lega e pezzi del M5S? “Per mandare in crisi l’alleanza gialloverde di governo – risponde Meloni – bisognerà ottenere risultati importanti alle Europee, e per questo lavoriamo. Ma non mi appassionano governi che si reggono sui voti dei voltagabbana, preferisco una strada che porti i cittadini ad esprimersi”. (1 FEB/ red)