Roma, 1 feb – Meglio restare fedeli alla propria storia, mettendo a rischio il governo? O salvare Salvini, rischiando la rabbia della base? “La base giudicherà – risponde alla difficile domanda posta dal Corriere della Sera il pentastellato Francesco D’Uva, capogruppo alla Camera – ma sa bene le misure importantissime fatte e che stanno cambiando il Paese. Dal taglio dei vitalizi, al Daspo e al prossimo taglio dei parlamentari, dal superamento della legge Fornero al reddito di cittadinanza. Non si può parlare solo di immigrazione”. In ogni caso “Decideremo leggendo attentamente le carte, ma già ora possiamo dire che Salvini non si sta nascondendo dietro l’immunità per vicende personali. Qui si parla di azione politica”. Secondo D’Uva, sul caso Diciotti Salvini ha agito nell’interesse nazionale: “Quella non era la linea di Salvini, ma la linea del governo, del premier Conte, della Lega e del Movimento 5 Stelle”. “Il dietrofront c’è stato, ma dobbiamo dire subito che qui non c’è sostanza. È molto diverso da altri casi che ci sono stati in precedenza, dove esponenti politici sono stati accusati di peculato, corruzione, abuso d’ufficio”. Qui, però, si parla di sequestro di persona. “Qui si tratta solo di divisione per quote dei migranti. Lo chiediamo dal 2014, come chiediamo la riforma del trattato di Dublino”. Alla quale però avete votato contro. “Perché volevamo una riforma diversa”. (red)