Roma, 4 feb – Qualcuno ha ventilato una vigilanza speciale del Quirinale su questa materia… “Giusto, correttissimo. Vede, c’è stata un’ondata di allarmismo. Qui non parliamo di statuti speciali ma di un nuovo modo di intendere il rapporto tra Stato e Regioni. Le autonomie speciali e differenziate sono diverse sia sul piano costituzionale che normativo. Nell’effetto pratico, in entrambi i casi ci sono competenze esclusive esercitate dalle Regioni”. In molte altre zone d’Italia, le Regioni hanno dato una prova negativa, dalla sanità ai rifiuti ai trasporti. Che giudizio dà di questa istituzione? “Capisco che ci siano stati malfunzionamenti o cristallizzazioni negative. Ma io credo veramente all’istituto della Regione. Vede, le istituzioni più vicine ai cittadini hanno qualcosa in più in termini di fiducia. Se parli del Parlamento, è inevitabile che il pensiero di qualcuno vada a palazzi, auto blu, privilegi. In questa crisi di rappresentatività, le Regioni sono un patrimonio”. E conclude: “L’Italia è fatta di Nord e Sud. A me piace parlare non di disparità, ma di caratteristiche territoriali. E certo, inutile girarci intorno, il M5s ha espresso un sentimento che c’era in una parte dell’elettorato… Anche quella parte va ascoltata”. (PO / red)