Roma, 4 feb – Poi ricorda che “in Iran non ci siamo più. In Venezuela invece ci siamo ancora, ma per fortuna il nostro gas è offshore. La produzione è ridotta ad un terzo del potenziale. Siamo attenti alla sicurezza del nostro personale, e speriamo che ci sia una soluzione pacifica e democratica ai problemi di quel paese. Tutto è in mano alla diplomazia, comunque”. Poi la Libia dove “siamo la più grande società operativa, gli unici che producono prevalentemente gas per il mercato domestico e generazione elettrica. Lì ci aiuta la storia ed il fatto di essere una società trasversale. Personale libico da est a ovest, da nord a sud. E massima attenzione alla sicurezza”. A Cipro, aggiunge, alla luce delle tensioni con la Turchia, sottolinea che “siamo lì con sei permessi di esplorazione, quasi tutti assieme alla francese Total. Se ci sentiamo appoggiati? Siamo in un sistema politico europeo che fa di tutto per proteggere le società ma soprattutto i diritti internazionali. Se ci saranno tensioni non risolte dalla diplomazia attenderemo che i tempi siano maturi per andare avanti. La priorità è sempre la sicurezza”. In Africa soddisfazioni ma anche grossi problemi con le inchieste…. “Le cose buone sono l’Egitto, l’Algeria, la Libia; benissimo, l’Angola; avviate le esplorazioni in Kenya e Costa D’Avorio; soddisfazioni dal Mozambico. Sulla Nigeria c’è un’inchiesta e una fase processuale per la vicenda delle presunte tangenti. Abbiamo la massima tranquillità, coscienti della nostra estraneità alle condotte illecite contestate. E in Congo lo stesso. Ho lavorato duramente in questi ultimi 4 anni e mezzo, se avessi avuto problemi di coscienza non avrei potuto farlo con una spada di Damocle che avrebbe tolto la necessaria serenità. Sono tranquillo”. E conclude: “Io non sono quasi mai soddisfatto. Lo sarò di più quando tutti i campi di Abu Dhabi saranno in produzione, quando la società di raffinazione in cui siamo entrati avrà raggiunto 1,1 milioni di barili al giorno, quando avremo una produzione di energia con neutralità carbonica. Ancora tanti passi, insomma”. (red)