Bologna, 4 feb – I fiori degli alberi malati risultano quindi meno “attraenti” per le api rispetto a quelli sani. Perché allora l’infezione continua a diffondersi? “La reazione delle piante malate – spiega il docente – non è in grado di bloccare completamente l’opera delle api, che sono comunque spinte a posarsi sui fiori”. Il numero di api che raggiungono gli alberi malati, insomma, è minore rispetto a quante scelgono quelli sani, ma è comunque sufficiente a favorire la diffusione del batterio. “Una volta che un’ape si posa su un fiore malato, questa viene contaminata dal batterio e al tempo stesso si trova respinta dall’azione repellente dei composti odorosi prodotti dalla pianta malata. Di conseguenza, il fiore successivo che sceglierà probabilmente sarà quello di un albero ancora sano: in questo modo l’infezione continua a trasmettersi di pianta in pianta”. Sfruttando le naturali reazioni di difesa delle piante e il lavoro delle api, Erwinia amylovorariesce così a diffondersi in modo rapido ed efficace. “Questo patogeno – conferma Francesco Spinelli – è in grado di manipolare in maniera molto raffinata l’interazione simbiotica tra pianta e impollinatori al fine di diffondere se stesso”. Un’abilità che può finire per mettere in pericolo intere coltivazioni. (red)