Roma, 4 feb – Secondo Ricci con la decisione italiana “non si tratta affatto di ‘lasciare soli gli italiani in Venezuela’, semmai il contrario, e di offrire un concreta chance di superamento della gravissima crisi internazionale che si è creata; in accordo con quanto deciso a maggioranza all’interno dell’OSA e del Consiglio di Sicurezza dell’ONU: in entrambi questi importantissimi consessi, come accennato, le posizioni interventiste e miranti al riconoscimento unilaterale dell’autoproclamatosi presidente Guaidò sono risultate in minoranza. In entrambe ha vinto la posizione della non ingerenza e del richiamo al dialogo e alla riconciliazione nazionale. Sul piano del diritto internazionale, la posizione dell’ONU non è inferiore a quella del Parlamento Europeo, casomai sovraordinata, in particolare quando si tratti di aree e di paesi che sono fuori della giurisdizione europea. Il 7 febbraio inizierà a Montevideo il lavoro del gruppo di contatto promosso dall’Uruguay e dal Messico, e di cui fanno parte diversi paesi europei, ivi inclusa l’Italia e l’Alto rappresentante per la politica estera della UE, Federica Mogherini. Da questo punto di vista, il risultato italiano è importante anche perché colloca il nostro paese nella migliore posizione per rappresentare e tutelare tutta la nostra collettività in Venezuela”. “Noi dovremmo avere l’accortezza e la capacità di rappresentare la collettività nel suo insieme ed evitare opzioni che non ci spettano, tantomeno come CGIE – afferma Ricci -, se non il richiamo a tutte le parti a sedersi e a discutere fino a raggiungere un accordo solido che consenta al paese di superare l’ennesima crisi e di migliorare la situazione di tutta la popolazione sia sul piano sociale che economico, sia su quello dei diritti politici e di cittadinanza”. (PO / Red)