Roma, 5 feb – Come si legge nella nota, il tavolo ha dunque offerto alla Sernet – l’advisor incaricato d’individuare manifestazioni d’interesse per la re-industrializzazione dell’impianto – l’opportunità d’illustrare gli sviluppi avvenuti nell’ultimo mese. Le manifestazioni d’interesse sono salite a ventuno e, tra esse, già sette hanno avuto seguito in forma scritta. Si tratta, ed è un dato positivo, di soggetti italiani di medie dimensioni – cinque aziende, una cordata d’investitori e un investitore privato – che potrebbero garantire un assorbimento occupazionale iniziale tra le trenta e le cinquanta unità. Parallelamente, accogliendo la richiesta dell’azienda, si è avviato l’iter per la cassa integrazione per re-industrializzazione. L’istanza di CIGS, ai sensi dell’art. 44 del Decreto legge 109/2018, riguarderà un numero massimo di 92 lavoratori occupati nello stabilimento di Novi Ligure. Il trattamento sarà richiesto dal 6 febbraio 2019 e avrà la durata di dodici mesi. Le parti hanno anche raggiunto l’accordo di ricollocazione in base al quale è stato “individuato l’ambito aziendale e i profili interessati al ricorso all’assegno di ricollocazione”. (red)