“Il requisito della residenza in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due consecutivi, è per noi inaccettabile per il profilo di incostituzionalità, troppo vincolante nei confronti dei cittadini stranieri, iniquo verso l’intera platea di soggetti in condizione di bisogno, a partire dai senza dimora, ed escludente per i possibili emigrati di ritorno. Riteniamo dunque necessario prevedere che i requisiti non entrino in contrasto con le normative comunitarie che regolano le prestazioni di simile natura”. Lo dice la memoria presentata congiuntamente da Cgil, Cisl e Uil in commissione Lavoro al Senato sul reddito di cittadinanza.
