Roma, 6 feb – “È importante tenere presente – ha concluso Vaccarino – il contesto economico e produttivo al cui interno si colloca il processo di internazionalizzazione delle MPMI. Anche se la loro presenza all’estero è aumentata, si tratta di un contesto difficile, caratterizzato dalla crescita di nuovi settori merceologici, o dalla new age di settori tradizionali che si stanno disputando la leadership nei mercati mondiali. Le MPMI sono, infatti, le imprese che maggiormente esportano l’idea del ‘Paese’ e il “Made in Italy”. I piccoli, in particolare, vantano una quota più rilevante nelle produzioni in cui è maggiormente esaltata la tradizione nazionale, ed è quindi su questi che va saldata la relazione tra la dimensione operativa di sostegno e quella culturale di incentivo alla proiezione sui mercati esteri”. Il presidente dell’Agenzia ICE Agenzia, Carlo Maria Ferro, da parte sua ha dichiarato: “insieme a quelli con le altre organizzazioni di imprese, l’incontro di oggi con CNA conferma la nuova attenzione che ICE intende rivolgere a tutte le imprese, anche a quelle di minore dimensione. La loro dinamicità, unita alla loro flessibilità, se ben supportate possono accrescere la presenza del Made in Italy all’estero, sia in termini di settori che di mercati”. Ferro ha quindi aggiunto che “favorire la crescita dimensionale delle imprese più piccole, inoltre, può avere un impatto positivo sull’occupazione giovanile e sullo sviluppo del territorio. Anche per questo motivo, volgiamo individuare nuove modalità di supporto alle start up al fine di inserirle a pieno titolo nei contesti produttivi e commerciali di riferimento”. (red)