Parigi, 8 feb – Proprio per questo motivo però, aggiunge Di Maio, “non mi sorprende che i francesi mostrino notevoli segni di disagio per lo smantellamento di alcuni di questi diritti”. Ma, e qui arriva una parziale mano tesa a Emmanuel Macron, “questo non riguarda solo l’attuale governo. Dovreste sapere – scrive Di Maio rivolgendosi direttamente ai lettori – che già nel 2016 ho visitato l’Assemblea nazionale francese, nel momento in cui sono iniziate le grandi manifestazioni popolari contro la riforma del diritto del lavoro voluta da François Hollande, che è stata poi portata avanti fino a rendere il mondo del lavoro ancora più precario. Queste ricette ultraliberali guidate da partiti di destra e di sinistra hanno reso la vita dei cittadini più precaria e ridotto notevolmente il loro potere d’acquisto”. E oggi, con il riaccendersi delle proteste scattate sotto Natale inizialmente contro l’intenzione di Macron di aumentare le accise sulla benzina, “sono rimasto molto colpito dal fatto che, tra le richieste del manifesto dei “gilet gialli”, vi siano temi che ora vanno oltre la destra e la sinistra e mettono al centro il cittadino e le sue esigenze, in un atteggiamento post-ideologico”.
(Sis)