L’Italia considera la Francia “un paese amico e un punto di riferimento” e l’appoggio dato al movimento dei gilet gialli deriva dal fatto essi propugnino “temi che vanno oltre la destra e la sinistra e mettono al centro il cittadino in modo post-ideologico”. Lo dice Luigi di Maio, in un lettera aperta indirizzata al quotidiano francese Le Monde, che la pubblica questa mattina, in cui il vicepremier prova a spiegare la posizione dell’Italia vista l’irritazione del governo francese per l’incontro con esponenti dei gilet gialli, che da settimane stanno mettendo a ferro e fuoco Parigi e altre città francese con una lunga serie di rivendicazioni sociali. “Dopo il richiamo da parte del governo francese del suo ambasciatore – scrive Di Maio a Le Monde – la prima cosa che vorrei ribadire con forza è che l’Italia e il governo italiano considerano la Francia un paese amico e la sua gente, con la sua tradizione democratica millenaria, come punto di riferimento, a livello mondiale, nelle conquiste dei diritti civili e sociali. In qualità di ministro per lo sviluppo economico, il lavoro e la politica sociale, ho sempre considerato la Francia e il suo sistema di stato sociale come la “stella polare” dei diritti sociali europei”. Proprio per questo motivo però, aggiunge Di Maio, “non mi sorprende che i francesi mostrino notevoli segni di disagio per lo smantellamento di alcuni di questi diritti”. Ma, e qui arriva una parziale mano tesa a Emmanuel Macron, “questo non riguarda solo l’attuale governo. Dovreste sapere – scrive Di Maio rivolgendosi direttamente ai lettori – che già nel 2016 ho visitato l’Assemblea nazionale francese, nel momento in cui sono iniziate le grandi manifestazioni popolari contro la riforma del diritto del lavoro voluta da François Hollande, che è stata poi portata avanti fino a rendere il mondo del lavoro ancora più precario. Queste ricette ultraliberali guidate da partiti di destra e di sinistra hanno reso la vita dei cittadini più precaria e ridotto notevolmente il loro potere d’acquisto”. E oggi, con il riaccendersi delle proteste scattate sotto Natale inizialmente contro l’intenzione di Macron di aumentare le accise sulla benzina, “sono rimasto molto colpito dal fatto che, tra le richieste del manifesto dei “gilet gialli”, vi siano temi che ora vanno oltre la destra e la sinistra e mettono al centro il cittadino e le sue esigenze, in un atteggiamento post-ideologico”.
(Sis)
