Roma, 8 feb – Al giorno d’oggi è abbastanza comune usare una carta di credito, un bancomat o un pagamento elettronico attraverso un’applicazione dello smartphone o attraverso un pc. Ma l’abitudine non è così diffusa quanto si è portati a pensare. Infatti, secondo uno studio della Banca Centrale Europea, fatto in collaborazione con la Banca centrale tedesca e quella olandese, gli europei sarebbero molto legati al pagamento in contanti. In particolare, nel corso del 2016, oltre Malta, Cipro, la Grecia e la Spagna, gli italiani avrebbero effettuato ben l’86 per cento delle proprie transazioni in contanti, mentre i tedeschi seguirebbero a breve distanza (dopo Austria e Portogallo) arrivando all’80 per cento. È quanto sottolinea il “Deutsch-Italia”, un giornale online diretto non solo ai lettori italiani ma anche ai tedeschi, non limitato alle informazioni dalla capitale, ma con articoli e interviste dalle altre città tedesche, da Monaco a Amburgo, da Francoforte, capitale finanziaria del continente, a Stoccarda e Colonia. Il contante nel portafogli sembra però essere caro particolarmente ai connazionali di Frau Merkel, i quali ne avrebbero mediamente per 103 euro pro capite, contro gli appena 69 degli italiani, 44 degli olandesi e una media europea di “soli” 65 (i maligni potrebbero dire perché i tedeschi sono mediamente più ricchi). Secondo l’esperto della società di consulenza finanziaria tedesca “Barkow Consulting” Peter Barkow, i tedeschi in media avrebbero in casa una riserva in contanti di 2.200 euro pro capite, e mediamente una riserva ce l’avrebbe un quinto degli europei. (Red)