New York, 11 feb – Impianti di amplificazione avveniristici, studiati su misura per il nuovo World Trade Center di New York, per la Royal Opera House di Londra e per l’ Opera House di Sidney. E un fatturato che nel 2018 è cresciuto a doppia cifra, sfiorando i dieci milioni di euro. Da un’ azienda che ha sede a San Piero a Sieve, nel cuore del Mugello. È la storia del marchio Karray – raccontata oggi dal Corriere della Sera -, un simbolo di alta qualità degli impianti audio. L’ avventura – si legge – nasce con il fiorentino Massimo Ferrati e con i fiesolani Alessandro e Carlo Tatini che nel 1990 fondano un’ azienda di service audio e luci, la Hp Sound Equipment, alle Caldine di Fiesole. Quattordici anni dopo, l’ attività si sposta a San Piero a Sieve, quando nasce il marchio Karray, specializzato in amplificazione audio, che diventa il brand di punta. Oggi lo spin-off Karray dà lavoro a 65 dipendenti ed ha succursali commerciali a Hong Kong e negli Stati Uniti. Karray, che vanta collaborazioni anche con la Scuola Sant’ Anna di Pisa, fonda il suo successo sulla progettazione su misura. Al World Trade Center Transportation Hub di Santiago Calatrava, conosciuto come Oculus, le casse di amplificazione «made in Mugello» sono state studiate per essere invisibili, inserite negli stucchi dorati dell’ edificio. Karray ha installato i propri impianti anche al Lincoln Center di New York, al nuovo stadio del Besiktas a Istanbul e nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio e realizza sul mercato estero il 95% del fatturato. (BIG ITALY / Kgn)