Roma, 12 feb – Una vera e propria pioggia di emendamenti è arrivata al Senato sui 29 articoli del cosiddetto “decretone”, che contiene le misure su reddito di cittadinanza e quota 100. Al testo – all’esame della Commissione Lavoro di Palazzo Madama e atteso in aula il 19 febbraio – sono pervenute circa 1570 proposte di modifica, 1626 compresi gli ordini del giorno: la maggior parte degli emendamenti, circa 900, proviene da Fratelli d’Italia, 236 da Forza Italia, 185 dal Pd e 130 da Leu. Da parte della maggioranza, la Lega ha presentato 43 proposte di modifica e M5S 34. In particolare, tra gli emendamenti presentati dal Carroccio risaltano quelli che prevedono la priorità per le famiglie con disabili nell’accesso al reddito di cittadinanza; un anno di servizio civile obbligatorio per coloro che richiedono il reddito e che abbiano un’età compresa tra i 18 e i 28 anni; i controlli da parte della polizia municipale sui divorzi e le separazioni avvenute dopo il primo settembre 2018 tra coloro che faranno richiesta per il reddito di cittadinanza; paletti “antidivano” e per limitare l’accesso degli stranieri al programma, nel primo caso prevedendo che almeno uno dei componenti del nucleo familiare “abbia corrisposto, nei dieci anni precedenti, imposte e contributi da lavoro, in un qualsiasi importo e per almeno 24 mesi, anche non continuativi”; nel secondo caso escludendo la possibilità che per chiedere il Reddito di cittadinanza sia sufficiente la presenza di un familiare in possesso di un permesso di soggiorno e stabilendo l’obbligo di certificazione tradotta in italiano della composizione del nucleo. Il partito di Salvini chiede inoltre che si possa rinnovare il reddito per una sola volta per un periodo pari alla prima erogazione e di innalzare da 8 a 36 le ore che i beneficiari del reddito devono prestare per i servizi alla comunità. In tema di pensioni, invece, la Lega chiede invece di portare l’anticipo delle liquidazioni dei dipendenti pubblici con prestito bancario da 30 mila a 45 mila euro e il blocco della pensione per evasi e latitanti. (SEGUE)