Roma, 12 feb – “La cosa non è assolutamente vera”. In una intervista a La Verità Claudio Borghi, deputato della Lega e presidente della commissione Bilancio di Montecitorio, smentisce che il governo voglia vendere l’oro attualmente custodito da Banca d’Italia per scongiurare l’aumento dell’Iva: “L’oro non si vende, anzi si protegge”, “sembra incredibile, ma non esiste un articolo di legge che specifichi chiaramente che le riserve auree dello Stato italiano sono di sua proprietà!”. E dell’attestazione nel sito web di Bankitalia in cui si legge che è “proprietaria” delle 2.452 tonnellate totali del prezioso metallo dice: “E’ inquietante, anche se per fortuna il sito di Bankitalia non è legge”, “il cuore della mia proposta di legge è l’interpretazione corretta che viene data all’unica legge italiana nella quale si parla dell’oro (il Testo unico delle norme in materia valutaria del 1988, ndr), nella quale si dice che Banca d’Italia detiene e gestisce le riserve auree nazionali. Chiunque non sia in malafede comprende che la custodia di un bene è cosa ben diversa dal possesso”. E aggiunge: “Sappiamo perfettamente che ogni organismo indipendente tende a diventare autoreferenziale. Quale interesse potrebbe avere Banca d’Italia, che si trova a gestire la terza riserva aurea del mondò, a riconoscere che non è di sua proprietà ma degli italiani? Non dimentichiamoci che con l’oro si sono fatte le guerre… C’è poi un altro problema. Gli azionisti di Banca d’Italia sono le banche private, e questo non è semplicemente un problema formale. Pensiamo al problema delle cariche, con il contestato rinnovo del mandato di Luigi Federico Signorini. Ebbene, la proposta da parte dei vertici di Bankitalia arriva dal Consiglio superiore, che a sua volta e nominato dagli azionisti, vale a dire le banche private! Non è una questione da poco, perché ci sono stati due dioscuri della sinistra che hanno fatto danni su questo tema. Uno è Giuliano Amato, con la privatizzazione degli azionisti pubblici della Banca d’Italia; l’altro è stato Enrico Letta, che nella sua breve esperienza di governo ha pensato bene di rivalutare le quote in mano agli azionisti privati. Può darsi che le cose siano state fatte a caso, ma l’esperienza insegna che sotto può esserci un piano”. (SEGUE)