Sarà con ogni probabilità martedì 19 febbraio il giorno del giudizio per Matteo Salvini: secondo quanto comunicato al termine della riunione di oggi dal presidente Maurizio Gasparri, infatti, la Giunta per le immunità del Senato si riunirà nuovamente il 19, con dichiarazioni di voto “e probabilmente il voto stesso”. Su richiesta del senatore Leu Pietro Grasso, segretario della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, la Giunta ha inviato a Catania gli atti firmati da Conte, Di Maio e Toninelli allegati alla memoria difensiva di Salvini. “Io inizialmente mi sono opposto all’ammissione di questi atti, perché il regolamento prevede che l’unico interlocutore debba essere l’inquisito, ovvero il ministro Salvini – afferma a Radio Cusano Campus -. Il fatto che Salvini abbia allegato quegli atti firmati da Conte, Di Maio e Toninelli ha ampliato il raggio di azione, perché costoro hanno ammesso la loro responsabilità. Quindi o non si accettavano gli atti, oppure una volta accettati si produce un effetto per cui un pubblico ufficiale che riceve una notizia di reato non può che essere obbligato a trasmettere gli atti all’autorità giudiziaria, altrimenti risponde di omessa denuncia”.