Roma, 14 feb – “I crolli di ponti e viadotti che si sono verificati negli ultimi anni suggeriscono che, come le persone, anche le strutture hanno bisogno di check-up programmati. Oggi siamo in grado di controllarle di continuo grazie a sistemi di monitoraggio avanzati che consentono di individuare danneggiamenti già nella loro fase inziale. Le tecnologie offrono la possibilità di rimediare in tempo, prima che il degrado si aggravi e richieda interventi più pesanti e costosi”. E’ quanto ha spiegato Paolo Clemente, Capo Laboratorio Prevenzione Rischi Naturali e Mitigazione Effetti di Enea, durante la giornata di studio con i massimi esperti del settore, che si è tenuta oggi sul “Monitoraggio e valutazione di ponti e viadotti. Stato dell’arte e prospettive” a Roma all’Enea, a 6 mesi dal crollo del Ponte di Genova. L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile propone tecnologie high-tech a costi ridotti per individuare rapidamente gli elementi di degrado su ponti e viadotti, come il sistema dell’interferometria radar, basato su uno strumento simile ad una macchina fotografica che misura le vibrazioni anche da remoto di una campata o di una pila di un viadotto o di un ponte. Tra i vantaggi di questo sistema i costi di misurazione sono notevolmente ridotti rispetto a quelli tradizionali e consentono ai tecnici precisione pur senza accedere alla struttura. L’Enea, inoltre, propone sensori in fibra ottica per il rilievo continuo del comportamento dei ponti, sempre a costi accessibili, e con un monitoraggio di elevati punti di rilevazione. Un sistema che può rappresentare un buon punto di partenza per un processo di prevenzione su ponti e viadotti che favorisce una manutenzione preventiva in tempo reale. (Pep)