Roma, 15 feb – Le medie imprese hanno raddoppiato le vendite e il valore aggiunto, segnando al contempo un incremento della forza lavoro superiore al 30%. L’export è cresciuto di 11 punti, dal 31% al 42%, ma le sole imprese esportatrici, che sono il 94% del totale, arrivano a vendere fuori confine il 45% del fatturato. Resta penalizzante la tassazione (32,3% contro 27,6% delle grandi imprese), ma il carico fiscale appare in alleggerimento (era al 40% nel 2011): se avessero beneficiato dal 1996 del minore carico fiscale dell’ultimo anno, avrebbero risparmiato circa 16 miliardi di imposte, pari al 22% del proprio patrimonio. La fascia di imprese più tartassata, quella delle imprese labour intensive a bassa marginalità, sostiene ancora un’imposizione pesante (48% circa), ma negli anni precedenti arrivavano a versare al fisco oltre il 90% dei propri utili. I margini di miglioramento sono soprattutto nella governance: “Il 66,2% delle medie imprese familiari – prosegue Barbaresco – è gestito da organi monocratici o da soluzioni consiliari che prevedono un cumulo di cariche con deleghe, quota che scende al 42,7% nelle medie imprese non familiari. E aprire i board a membri non familiari fa bene: il roi sale dal 10% al 13”. (SEGUE)