Roma, 15 feb. – “Sono circa 38.000 le integrazioni al minimo e le maggiorazioni sociali pagate all’estero dall’Inps. Il trattamento minimo della pensione – che quest’anno sarà pari a 513 euro per coloro che ne hanno diritto – è ancora pagabile all’estero nei Paesi extracomunitari, mentre non è più esportabile ed erogabile nell’Unione europea. Si ricorda che la pensione minima è quello strumento economico – previsto dalla legge n. 638/1983 – con il quale vengono aiutati quei pensionati con un trattamento pensionistico non sufficiente a garantire loro una vita dignitosa. Per migliaia di nostri pensionati residenti all’estero la pensione minima, concreto e unico mezzo di sostentamento, è comunque subordinata ai redditi familiari e all’importo della pensione estera” aggiungono i parlamentari PD eletti in Europa, Laura Garavini, Angela Schirò e Massimo Ungaro. “Certamente si può sostenere che la pensione di cittadinanza di 780 euro è una prestazione assistenziale di integrazione del reddito familiare e non dell’assegno pensionistico. Ma allora “l’eliminazione della povertà”, di cui parla il vice-premier Di Maio, è un concetto che vale solo per gli italiani residenti in Italia oppure, come affermato recentemente con tanta magniloquenza dal Sottosegretario Ricardo Merlo “non c’è differenza tra italiani in Italia e italiani all’estero”. A noi sembra che per questo Governo la differenza c’è, eccome” concludono. (PO / red)