Roma, 18 feb – Sostenere con i propri acquisti la produzione nazionale di pecorino significa – afferma la Coldiretti – aiutare il proprio territorio e contrastare anche l’abbandono delle aree piu’ difficili dove i pastori svolgono un ruolo insostituibile di presidio. Secondo una recente indagine Doxa – riferisce la Coldiretti – piu’ di un italiano su dieci (12%) inserisce il pecorino nella lista dei formaggi preferiti ed è immancabile in molti primi piatti storici, dal cacio e pepe alla carbonara, dalla gricia al pesto alla genovese fino alla pasta alla pecorara. Ma arricchisce anche secondi piatti soprattutto in frittate e polpette e non manca neanche nei dolci come ad esempio nelle pizze salate di Pasqua, senza dimenticare l’irrinunciabile abbinamento fave e pecorino tradizionale per la festa dei lavoratori. Il pecorino – ricorda la Coldiretti – è uno dei formaggi italiani più antichi: veniva prodotto già nella Roma imperiale e faceva parte delle derrate dei legionari, ma è probabile che le sue origini siano ancora più lontane, vista la diffusione delle pecore sul nostro territorio. Con quasi un quarto della produzione esportata l’andamento del pecorino dipende molto dalle esportazioni all’estero dove a pesare negativamente sono le imitazioni diffuse in tutto il mondo a partire dagli Stati Uniti, che sono il mercato piu’ importante per le nostre esportazioni, dove si stima che 2 pecorini di tipo italiano su 3 sono “tarocchi” nonostante il nome richiami esplicitamente al Made in Italy. (SEGUE)