Roma, 19 feb – L’ex presidente del Senato Pietro Grasso, intanto, favorevole all’autorizzazione, ha annunciato che depositerà in “Aula una relazione di minoranza sperando di convincere il Parlamento a cambiare questa decisione. Un ministro non è sopra la legge; un programma di Governo non può sopprimere il diritto inviolabile della libertà personale a nessuno. È scritto nella Costituzione e in tutti i trattati internazionali. È un precedente pericoloso: non sappiamo chi potrà approfittarne in futuro e contro chi”. La parola, ora, passerà infatti all’aula di Palazzo Madama che dovrà pronunciarsi entro il 25 marzo. “Stiamo creando un precedente, facciamo giurisprudenza” dichiara soddisfatto il presidente Gasparri, che nelle prossime ore invierà una relazione alla presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati, che con i presidenti dei gruppi deciderà in merito alla calendarizzazione in aula. Intanto, se la Procura di Catania dovesse avanzare delle richieste di autorizzazione a procedere anche per il premier Giuseppe Conte, per il vicepremier Luigi Di Maio e per il ministro Danilo Toninelli la “sorte” di tutti e tre dovrà essere decisa sempre in Giunta al Senato: “Immagino che direi cose analoghe, ma vediamo cosa accadrà…”. Il presidente della Giunta commenta poi così le proteste del Partito democratico: ” “Il Pd ha utilizzato l’occasione per fare un po’ di contestazione in modo da coprire momenti di difficoltà propri”. Il riferimento è alla vicenda che riguarda i genitori di Renzi: “E’ una vicenda – aggiunge Gasparri – su cui non mi sono fatto ancora un’opinione, anche a me ha sorpreso l’arresto anni dopo, ma questa è un’altra storia”. (Roc)