La Giunta per le autorizzazioni del Senato ha accolto la proposta del presidente Maurizio Gasparri e non ha concesso l’autorizzazione a procedere per il ministro dell’Interno Matteo Salvini, indagato per sequestro di persona sul caso della nave Diciotti. Per il ‘no’ all’autorizzazione si sono espressi i 4 senatori di Forza Italia membri della Giunta (tra cui lo stesso Gasparri), i 4 della Lega-Partito sardo d’azione, Alberto Balboni di Fratelli d’Italia, Meinhard Durnwalder del gruppo Autonomie nonché i 6 esponenti pentastellati (la settima, la senatrice Grazia D’Angelo, assente più che giustificata avendo dato alla luce nella notte la piccola Giulia). Contrari alla proposta di Gasparri – e quindi favorevoli all’autorizzazione – i 4 senatori del Pd, Pietro Grasso di Leu e l’ex M5S Gregorio De Falco, ora al gruppo misto. “Al governo c’è una squadra, non ci sono dei singoli, quindi ringrazio per la fiducia alla squadra” commenta soddisfatto il ministro dell’Interno. (SEGUE)
IL PD PROTESTA. Nel cortile di Sant’Ivo alla Sapienza, durante e al termine dei lavori della giunta, i senatori del Pd hanno messo in atto invece una dura protesta soprattutto contro l’orientamento assunto dai 5 Stelle sulla vicenda: “Vogliamo sapere se i senatori M5S votano secondo coscienza oppure secondo i risultati della piattaforma Rousseau, mettendo la democrazia nelle mani di una piattaforma che nessuno controlla, dove votano in 50 mila e poi si dice che ha votato il popolo: i 10 milioni che hanno votato i 5 stelle dove sono?” afferma la senatrice del Pd Simona Malpezzi. “Vergogna”, “#lachiamavanoonestà” e “#decidecasaleggio” si legge nei cartelli esposti dai senatori dem. “Siamo in una democrazia parlamentare e chiediamo che le procedure parlamentari vengano rispettate” aggiunge Malpezzi mentre le fa eco la senatrice Teresa Bellanova: “Vogliamo sapere se i rappresentanti del popolo che sono in giunta si assumono la responsabilità della scelta”. “Finisce sempre peggio se decide Casaleggio” intonano in coro i senatori del Pd, che richiamano a mo’ di scherno il motto M5S “onestà, onestà!” e prendono di mira in particolare il senatore pentastellato Michele Giarrusso, membro della Giunta, il quale replica mimando il gesto delle manette e tirando in ballo la vicenda dell’ex premier Matteo Renzi, i cui genitori sono entrambi ai domiciliari. “Non prendiamo lezioni di onestà da chi ha parenti e amici agli arresti”. (SEGUE)
GRASSO. L’ex presidente del Senato Pietro Grasso, intanto, favorevole all’autorizzazione, ha annunciato che depositerà in “Aula una relazione di minoranza sperando di convincere il Parlamento a cambiare questa decisione. Un ministro non è sopra la legge; un programma di Governo non può sopprimere il diritto inviolabile della libertà personale a nessuno. È scritto nella Costituzione e in tutti i trattati internazionali. È un precedente pericoloso: non sappiamo chi potrà approfittarne in futuro e contro chi”. La parola, ora, passerà infatti all’aula di Palazzo Madama che dovrà pronunciarsi entro il 25 marzo.
GASPARRI. “Stiamo creando un precedente, facciamo giurisprudenza” dichiara soddisfatto il presidente Gasparri, che nelle prossime ore invierà una relazione alla presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati, che con i presidenti dei gruppi deciderà in merito alla calendarizzazione in aula. Intanto, se la Procura di Catania dovesse avanzare delle richieste di autorizzazione a procedere anche per il premier Giuseppe Conte, per il vicepremier Luigi Di Maio e per il ministro Danilo Toninelli la “sorte” di tutti e tre dovrà essere decisa sempre in Giunta al Senato: “Immagino che direi cose analoghe, ma vediamo cosa accadrà…”. Il presidente della Giunta commenta poi così le proteste del Partito democratico: ” “Il Pd ha utilizzato l’occasione per fare un po’ di contestazione in modo da coprire momenti di difficoltà propri”. Il riferimento è alla vicenda che riguarda i genitori di Renzi: “E’ una vicenda – aggiunge Gasparri – su cui non mi sono fatto ancora un’opinione, anche a me ha sorpreso l’arresto anni dopo, ma questa è un’altra storia”. (Roc – 19 feb)