Londra, 20 feb – Al termine del tour nordamericano, inaugurato al MoMA di New York nel dicembre 2017 e proseguito nelle principali città e istituzioni statunitensi e canadesi, tra cui il Castro Theatre di San Francisco, il Toronto International Film Festival, il Berkeley Art Museum and Pacific Film Archive, l’American Cinematheque di Los Angeles, il Seattle InternationAl Film Festival e la Virginia Commonwealth University School of the Arts di Richmond, la retrospettiva dedicata a Michelangelo Antonioni chiude a Londra il prossimo 27 febbraio. La mostra, un anno di celebrazioni per il decennale della scomparsa del regista ferrarese, è stata organizzata dal British Film Institute, e Istituto Luce Cinecittà, è una retrospettiva di Michelangelo Antonioni, dal titolo “Confronting the Modern World with Style” che presenta al pubblico londinese l’opera completa del Maestro, quasi 60 anni di arte dai primi corti documentari. La retrospettiva avrà come ospite d’eccezione Enrica Fico Antonioni, vedova del regista, ma anche attrice e assistente alla regia di alcuni suoi importanti lavori, che introdurrà le proiezioni di “Deserto rosso” (1964), nella nuova versione restaurata digitalmente in 4K da CSC – Cineteca Nazionale e Luce-Cinecittà, e di Identificazione di una donna (1982) e prenderà parte a un Q&A dopo la proiezione di “Al di là delle nuvole” (1995). Introdurrà inoltre la proiezione dei cortometraggi girati dal 1983 al 2004, molti dei quali l’hanno vista collaborare alla regia. Accompagna la rassegna il volume “My Antonioni” (“Il mio Antonioni” nella versione italiana), edito da Istituto Luce Cinecittà e Cineteca di Bologna. Curato da Carlo Di Carlo, collaboratore e amico di Antonioni, scomparso nel 2016, il volume, postumo, ha il sapore di un’autobiografia, confezionata attraverso parole, dichiarazioni, interviste e conversazioni del regista. Il programma della retrospettiva è stato arricchito anche da un’intensa attività accademica, grazie a una lunga serie di eventi che hanno permesso al pubblico di esplorare il complesso lavoro di Antonioni: il curatore del BFI Geoff Andrew ha analizzato lo stile caratteristico e distintivo della narrazione cinematografica di Antonioni e le tematiche che maggiormente lo hanno influenzato. (Kgn / BIG ITALY)