Roma, 20 feb – In risposta agli attacchi sempre più frequenti alle libertà di pensiero, espressione e ricerca contro studiosi e studiose nel mondo, le università italiane fanno fronte comune e danno vita alla sezione italiana della rete internazionale Scholars at Risk (SAR). Nel mondo Scholars at Risk opera da dieci anni e sostiene chi non ha più la possibilità di fare ricerca e insegnare nel proprio paese a causa di minacce, intimidazioni, arresti e violazioni palesi dei loro diritti fondamentali. Firmato oggi a Padova, a Palazzo del Bo, l’atto costitutivo della rete di SAR Italia, che comprende quattordici atenei firmatari (Università di Padova e Trento, promotrici dell’iniziativa, l’Istituto Universitario Europeo, Magna Charta Observatory, la Scuola Normale Superiore, le Università di Bologna, Brescia, Cagliari, Macerata, Milano, Siena, Torino, Trieste e Verona). Il documento è stato siglato, alla presenza di Sinead O’Gorman, direttrice di Scholars at Risk Europe, da Rosario Rizzuto, Rettore dell’Università di Padova, Paolo Collini, Rettore dell’Università di Trento, e dai delegati delle università aderenti. SAR Italia intende favorire un coordinamento nazionale volto alla realizzazione di iniziative congiunte a tutela di studiosi a rischio – e della libertà accademica in generale – attraverso attività di accoglienza, sensibilizzazione, ricerca e advocacy. Diverse università nel mondo hanno nel tempo preso coscienza della necessità di fornire risposte a questa situazione, promuovendo strategie collaborative di protezione verso accademici a rischio, come evidenziato dalle attività portate avanti dalla rete internazionale Scholars at Risks (SAR). SAR nasce all’Università di Chicago nel 1999, da allora decine di università hanno aderito alla rete e hanno contribuito a difendere migliaia di studiosi in tutto il mondo. (SEGUE)