Roma, 20 feb – Il SSN ha da poco compiuto 40 anni di età, però il complesso di tutta la sanità italiana non può essere trattato come una vecchia autovettura, che per mantenerla in strada basta la giusta manutenzione. Il nostro SSN per mantenersi al passo dei tempi ha bisogno di cambiare, anche radicalmente, per adattarsi. Oggi come non mai infatti sembra essere rimasto indietro. Indietro rispetto a una tecnologia che avanza, indietro rispetto a una popolazione che invecchia e indietro rispetto alle patologie di questo secolo. L’onere del cambiamento però non può spettare solo a medici e dirigenti sanitari, deve per forza di cose ricadere anche sulla politica che invece negli ultimi anni si è fatta, nei confronti della sanità, solo portatrice di tagli lineari rallentando ancora di più il percorso di cambiamento del SSN. Questo il tema cardine dell’”Academy, il Governo della assistenza sanitaria il paziente al centro”, che presso la Sala Atti Parlamentari del Senato ha riunito esperti del SSN e parlamentari. L’evento organizzato da Motore Sanità per iniziativa e volontà del senatore Antonio De Poli (UDC) ha posto i binari su cui sarà necessario muovere il SSN per garantire sia oggi che nel futuro gli altissimi standard a cui ci ha sempre abituato la sanità italiana. “Oggi dobbiamo chiederci cosa fare per mantenere questo modello sostenibile – spiega il Sen. De Poli – considerando la stagione dei tagli in sanità, gli aumenti dei costi dovuti all’invecchiamento della popolazione e all’aumento della cronicità. Serve un Piano Marshall per governare il cambiamento verso una nuova primavera della sanità italiana, partendo dall’integrazione tra assistenza ospedaliera e assistenza territoriale e da una proposta concreta come l’istituzione di un Fondo nazionale per le malattie croniche – prosegue il Questore del Senato – come già accade in altri Paesi europei. Bisogna sostenere la prevenzione, la formazione per contrastare la carenza dei medici e l’integrazione sociosanitaria per costruire una sanità che sia sempre più inclusiva e prenda il carico il paziente a 360 gradi. Per farlo bisogna invertire la tendenza demografica, sostenendo la natalità e le politiche sulla maternità. Quello che sta accadendo, negli ultimi decenni, ci sta portando verso un cortocircuito demografico. – ha evidenziato De Poli – oggi metà della spesa sanitaria nazionale viene assorbita dal 5% della popolazione anziana. Preoccupa lo squilibrio tra la popolazione over 65 (che è arrivata al 35%, una delle più alte in Europa), e la popolazione in età attiva che diminuisce perché si riducono le nascite (-15.000 bambini nati un anno). Se non sosteniamo le nascite, chi sosterrà il SSN del domani?”, si chiede con tono retorico il senatore UDC. Da questo possibile piano Marshall però non sono esclusi gli enti universitari e di formazione che, secondo De Poli, devono essere parte essenziale per la programmazione della sanità nel futuro.
(SEGUE)